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Diavolo Probabilmente

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"Non esiste assurdità che non possa essere vissuta con naturalezza e, nella mia vita, lo so fin d'ora, la felicità mi aspetta, come una trappola inevitabile..."

Distruzione, geometria e delirio... e ancora distruzione

March 09

sensi

c’è una nota

che mi parla di te

poi canta

non c’è aria

suona nel mio corpo

una tarantola

 

c’è un gioco

mi attraversa e supera

chiama la vita

me la ritrovo tutta

impigliata fra le dita

 

grazia del destino

diversità d’amante

l’identità del caso

il sorriso viaggiante

 

 

c’è la mente

prova senza sonno

è dimenticare l’ora

evaporare nell’attorno

March 08

Il pensiero del virtuoso

Il passato

di queste terre ambigue

mano di arabi e germani d’oriente

pirati d’afriche nordiche e gente

del più disperso credo.

 

Puoi dire etico o giusto

ma nell’infinito albero

genealogico, affinché tu sia qui

una violenza o adulterio

senza del quale non saresti vissuto.

March 02

incipit

Il mio esterno e il tuo

paradiso e inferno

città di destinazione

e foglie triturate sull’asfalto

sugli scalini freddi di questo palazzo.

 

La felicità s’incontra a Marzo

- mi dico - ma non ne ho capito

la stagione, in questa lunga fuga

di nuvole spezzate nel cemento

rumori d’auto in una stanza d’affitto

e un gioco inventato a sorte:

 

vestire il poeta da lupo

fargli mordere la morte

il successivo penitenziario

malore di stelle contorte.

November 09

...

Terra,

terre di notte

bacio continentale.

Uno scatto

l’altro a seguire

la lunga corsa di Filippide

ed Atene,

Atene.

November 05

...

T'immagino
e non so in quale paese
ho fatto ricerche
perdute in prime pagine
per essere riappese.
 
Con un uomo qualsiasi
in una vita qualunque
una luna sopra le case
un bimbo che piange,
dell'amore che dilania
un ricordo da non dire
una domanda remota che rincorre
l'unico verso
 
da non riuscire a scrivere.
October 29

Supermercati

Le casse dei supermercati
nei suoni asincroni
di laser puntati su codici
hanno un esistenzialismo sconvolto
nel loro concerto
alle otto dei giorni di folla
nella fila di impulsi stretti
 
come in quei suoni i miei dubbi
nell’approssimarsi delle porte scorrevoli:
non c’è pazzia nelle cose degli uomini
tutto è un lento raggomitolarsi.
October 17

...

Come in ginocchio su pietre

un cane guasto

un ragno di notte

 

rimangio i tagli

c’è sempre una vena che sporge

 

chiama il telefono

tu non sei

                no

 

neanch’io

 

una sentenza sbagliata c’accomuna

un incontro in altre storie

 

cerchiamo l’incrocio, l’incanto

poi volgiamo indietro

e non sai mai il nome

di quel che resta

e quel che è stato.

June 14

Bisogno di Sinistra, parliamone (mio intervento su "www.gioiaerivoluzione.com")

Se non siamo noi a farlo, nessuno si occuperà di noi. Non so voi, ma io ho bisogno di “Sinistra”. E voglio parlarne, ma non in discorsi sull’idea voglio andare ai fatti (sicuramente anche sbagliando ma dicendo qualcosa di tangibile non fumo nell’aria).

LAVORO: L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Molte volte si parla di sacrifici sul precariato, che è necessario alla flessibilità dell’economia, che bisogna stringere i denti. Quasi che a sobbarcarsi l’onere dello Stato debba essere sempre il lavoratore. Abbiamo lasciato fiori all’occhiello dell’industria italiana esser distrutti da venerati maghi della finanza, abbiamo visto dissipare fondi di comunità europea e stato italiano nelle tasche della malavita, abbiamo visto crack finanziari essere spalmati sulle tasche dei piccoli risparmiatori, abbiamo visto che, ogni volta che si parla di rinnovo del contratto dei metalmeccanici sembra che si debbano partorire angurie da limoni. Se l’economia va bene i ricchi s’arricchiscono, se va male, si chiedono sacrifici al piccolo lavoratore. C’è qualcosa che non va se gli stipendi italiani sono i più bassi d’Europa, mentre l’Italia ostenta l’essere una delle potenze industriali del mondo. Cosa? Di certo una cosa è sicura, il lavoratore dal reddito medio/basso la sua parte la fa sempre, e bisogna ripartire nella sua difesa sul guadagno, sul luogo di lavoro, sulla libertà nel lavoro.

LEGALITA’: è una questione trasversale, senza colore politico, ma che la sinistra deve fare sua, evidentemente perché dalle altre parti questo concetto non esiste (e lo si può vedere facilmente dalle cariche istituzionali e non). Si fanno discorsi sull’idea quando in almeno 3 regioni d’Italia non esiste una vera libertà di espressione politica, e dove vige il voto di scambio (anche per solo 50 euro o un telefonino nuovo – Saviano docet). E questo non vale solo per quelle 3 regioni, visto che anche nella mia (Puglia) un compagno di università si vantava di voler vendere il voto per 50 euro (poteva essere un qualunquista non un cattivo ragazzo). Come è possibile che la Sinistra risulti agli occhi di tutti come gli altri? Indipendentemente da questo io credo che certe persone non possano essere elette: chiunque riporti una condanna di primo grado per la quasi totalità dei reati, esce fuori a vita da un incarico pubblico e sul momento (salvo riabilitazione da appello o Cassazione), deve essere strozzata ogni organizzazione malavitosa con un intricato sistema di confisca beni. Il centro-sinistra per vincere ha fatto sicuramente qualche alleanza sottobanco (vedi caso Mastella), ha perso credibilità. La mafia è un fenomeno storico e come tale destinato al suo esaurimento: vogliamo adoperarci per farlo? Qualcuno può fornire più risposte di me sul come?

ECONOMIA e IDEOLOGIA: ovvero comunismo (“la religione è l’oppio dei popoli”, il comunismo è una maniera di portare la religione in politica). Sono d’accordo sull’ingiustizia del capitalismo, ma ad oggi, il comunismo o socialismo reale, che dir si voglia, ha fallito. Gente del mesozoico mi parla arrampicandosi sugli specchi, ma io non ho ricette per ribaltare il capitalismo con nuove teorie economiche o adattamento di vecchie (si potrà mai salvare il mondo?), evidentemente lo si deve affrontare nel suo ventre. È giusta l’aspirazione ma io voglio la tutela del lavoro, voglio realizzare uno stato laico sul serio, voglio l’approvazione dei DICO, voglio che non vi siano obiezioni di coscienza sulla pillola del giorno dopo. Scusatemi se sono ristretto, ma voglio realizzare degli obiettivi non trincerarmi in un simbolo che conta 10 milioni di morti nei gulag (“Sai come riconosci un uomo di sinistra? Ha idee impossibili da realizzare”).

IMMIGRAZIONE: la sinistra dice che il problema non esiste che è una questione culturale, che bisogna farlo capire alla gente che è una caccia alla streghe. Vorrei che a parlare, però, fossero le persone che vivono nelle periferie che hanno il reddito più basso che è quell’elettorato a cui la sinistra dice di rivolgersi. La maggior parte delle persone di Quarto Oggiaro cosa mi dicono? Io riparto da quello e considero se l’immigrazione è, o meno, un problema. È vero che nelle periferia l’immigrazione è gestita da caporali di camorra o ‘ndrangheta, allora, uno, ci si ricollega al punto sulla legalità, due si governa la situazione senza dogmi ideologici: si affronta la questione nella strutturalità ma si risolvono anche i dettami spiccioli. Io abito in zona fiera (Milano), e passo sempre sulla 90/91 all’una/due di notte. Non mi sento in pericolo, anche se ho gli occhi ben aperti.

PACIFISMO/FEMMINISMO/AMBIENTALISMO:
questi 3 argomenti sono le fondamenta (e la difesa del lavoro?) della bozza di statuto di “Sinistra Democratica”, partito del quale mi aspettavo molto. Ora mi chiedo ma che lungimiranza c’è in questi argomenti (tolto l’ambientalismo, magari)? Il pacifismo non so fino a che punto abbia senso 1. può esistere fin quando esistono eserciti regolari a proteggerlo 2. se vuoi governare uno stato non puoi assumere una posizione oltranzista 3. sei un alleato degli USA, ti chiederà il dazio (e che fai esci dalla NATO?). Ora se volete, io per una sinistra unita, divengo anche pacifista, ma diamine è il nocciolo del problema? Femminismo. Sono assolutamente d’accordo che le donne debbano esser facilitate in politica perché l’ambiente può risultare maschilista, e che quindi abbiano bisogno di “protezione”, ma non capisco perché il femminismo debba esser inserito in uno statuto (e per par condicio dovremmo mettere anche il maschilismo?). E questo il problema della sinistra, un ideologismo fine a se stesso. In ultimo voglio dire che le donne, in Italia, spesso hanno possibilità di partecipare, ma non lo fanno e non so se le quote rosa possono risolvere questo problema. Ambientalismo. Questo è un problema serio, ma non si può assumere la posizione dei “Verdi” che dicono no a tutto e poi fanno in Puglia degli inutili (almeno credo, ma spero di venire contraddetto) distributori d’idrogeno in campagna elettorale. La TAV si farà comunque, perché non recedere in quel no e riuscire a raggiungere un sì altrove? Io credo che la sinistra sul tema dell’ambiente non può essere un duro e puro no e poi l asciare che la Campania abbia delle discariche con rifiuti di cui non se ne sa la provenienza e la gravità…

PROGRESSISMO:
io credo in una società che si muova, che non vede alla contaminazione come a qualcosa di male, ma che sappia discernere senza pregiudizio. Non credo nel progresso positivistico, ma aborro la stagnazione cattoconservatrice all’entrata di nuovi idee/tecniche o quant’altro.

CULTURA:
probabilmente dalle dichiarazioni di cui sopra, molta gente mi direbbe: “Tu non sei di sinistra”. Ora io non detengo la verità assoluta, ne sono conscio e sbaglio molto nella vita, ma ciò non giustifica l’arroganza propria di alcune frange. È il primo problema di cultura: mettersi in discussione. E qui si stanno affossando in molti. Quando ho visto il risultato della sinistra arcobaleno stavo male, ma non li avrei votati…

May 31

Capire il tempo

Se tutto il fuoco

si comprendesse dal legno

parlerei di una stagione chiara

dal fumo di quell’auto

ma la Storia esiste

un unico giorno

poi muore, il successivo.

 

Siamo i figli dell’elettrico

e della noia a sorte

abbiamo visto tutto

e provato a vivere oltre

siamo morti alle Termopili

nel ricercare Bastiglie

siamo stati rivoluzionari

regolando termostati ambiente;

tivù come finestre d’ansia

nell’uguale ritorno all’uguale

nell’orologeria di facce e lancette,

venditori di professione

ci forniranno tutte le apparenze.

March 13

Teseo

Trovai il mio gatto
sul ciglio della strada
un graffio in gola
una luna spezzata.
 
Nessuna carezza sarebbe valsa
né fusa nella penombra
lo misero forse in una busta
per luoghi di cui non porto nota.
 
Ma il dolore è un sostantivo sgraziato
si passa di mano come testimone avverso
e mi ritrovo, in sostanza, in quello stato
come di quando, da bambino, nel mio letto
guardavo, senza capire, il bianco del soffitto.
February 26

Il barbone

 

Sere, sere d’estate,
la pioggia battente
riempie l’attorno
e c’è gente con l’ombrello
anche sotto i portici.
 
La notte promette zero
e l’amore è passato come un treno
in uno di questi binari
che racconto per vivere:
quando la gente non ti crede
puoi inventare tutto
che sei impazzito per una donna
che un tempo eri ricco
o che l’artista deve soffrire,
                                            per vivere,
 
ma questo è un freddo senza più scuse
e le mie ossa hanno la forma di fumo.
Sere, sere d’estate
nei paesaggi invernali
dei sogni di questa tosse.
February 21

...

Il giorno di gesso ha scritto
sulla lavagna dei miei desideri
colori strani
come voli di uccelli di cui ignoro il mare.
 
La mia cella a sonagli
ha un assenzio di forze oscure,
lei venne, addestrata di occhi
azzurro sensibile, a scaglie
di fantasmi interrotti.
 
Era un giorno da farci all’amore
più volte, rileggo
e ogni gesto
è solo un tributo alla morte.
February 14

...

All’uscita era la pioggia nella notte
raffreddato e stanco tornavo a casa
camminando sotto i balconi.
 
Incrociai un uomo
anche lui senza ombrello
ci guardammo, bagnati fradici,
per un attimo, solo uno
e mi accorsi che prima
non avevo voluto bene a nessuno.
February 08

...

Tu non chiami
e battono tamburi
una musica dissacrante
come un’Africa nera
di nere spire di foglie,
una voce
indiana, canta
segnali a valle
fumo di sonni incerti
dove lo spirto va più veloce
dei fasci d’erba mossi
dal tremare di mandrie.
Tendo le frecce
appuntite, e sei una doppia scure
da rotolare teste
 
la musica persiste
una tribù di riti danzanti
nel fuoco fiamme alte levanti a tratti,
la percussione mi fradicia il cranio
come un quadro fiammingo di particolari,
giocherò al rialzo
e mi vedrai in sogni compositi
con tre teste da mantide,
quasi un cerbero degli abissi,
su un’altalena
dondolarmi.
January 31

L'antidoto

L’omino mi disse sconvolto
ch’era morto s’una pianura
dalle verdi macchie:
“Scorticavo alberi sulla testa
con le mani piene di graffi”.
Mandai in pezzi allora
la parola amica
i frame della memoria
nel veleno da capire e bere:
una poesia non dà volto
ad una faccia, la trasfigura
e nella paura, ombre
a mitigare il martirio.
Continuò- “Fratello” – mi disse
“chiesi al tassista
di portarmi all’infermo
lui tornò indietro, ma nel tempo”
 
assesto colpi di martello
nel mio incudine
da corpo frastagliato
succede sempre meno
è un ferro morto
la vita passa
ed io non ho un antidoto.
January 24

Vendetta

 
Ieri ho ammazzato dio
era sdraiato da tempo
sotto il montante
del cavalcavia che corre,
roso dal freddo
o da altro stratagemma
dei suoi stracci
disgregati in polvere.
Lo uccisi
non mi fregava un cazzo,
era una nota cantilenante
nel rumore d’auto
del letto scoperto.
Mani frusciavano dal suo stomaco
favole attivate con precise mosse
presi veleno dalla sua mente
per berlo come sciroppo per la tosse.
Della sua anima, una divinità sommersa
una chitarra elettrica scordata
suonavo il mio rock ad ora tarda
per dare noia ai vicini
sedare la propria.
January 17

Ebbro

 
E la giostra aveva il mio nome
l’usciere chiese il passaporto
mostrai un buco rosso
sullo sfondo della camicia a tinta
scivolava uno sparo di donna.
Cercavo la notte, splendida
il buio di stelle bianche
- oltrepassante le ciglia -
nel paradiso di chimere
e bicchieri d’ostriche gialle;
il battito era un ritmo ossesso
e sul muro di quel bagno
fottutissimo bagno
“il futuro nelle tue mani” – scritto –
risi, forse per molto,
bussarono,
il futuro, nelle mie mani,
come un falso d’autore
in un film americano scarso
(il letto girò molto
prima delle due dita
dal rumore di scarico).
 
Fra trapezio e rete
il mattino di sbornia, fresco
6, disteso a piano
sul davanzale
il mio piacere passato
nella stanza delirante.
December 17

Plateau (titolo provvisorio)

E la tua pelle uccide
diviene incessante
la lingua
un drago profondo
per il doppio fuoco
del nostro  sangue
siamo la terra
siamo la carne
il ventre morde, addosso,
la voce trapassa, tremando,
come un precipizio in uno spillo
si accende il buio
l’intreccio di magia e perdita,
la libertà eroica del sudore
da seguire a ruota
fino al punto della caduta
 
e, sul corpo del tuo gemere
sentire l’esistenza.
November 12

...

L’azalea sul davanzale
è così rosa
sembra riempire la finestra
del suo non esser
se non dentro la mia vista,
così eri
un fiore che non vedevo
una canzone in attesa…
 
ed ora che il desiderio
- nel letto avverso -
vetri oscuri
dove piango
mani di stretta.
October 23

Canto della viaggiatrice

Cosa credi? La vita viene
come legno pronto al fuoco, senza funzione,
siamo tutti cerchiati
anche se giri  la testa
per non avvicinarti
per fare di mente
una patria di sguardi.
Fa, fa che sia io
fa che sia fiume che moltiplica vento
increspando ad onde,
passeranno gli anni e noie
ti offro i miei occhi oltre le terre
i miei capelli di prati verde
senza notti disegnate a notte
la vinceremo fra i muri
comandando eserciti di baci
 
sono avida di correre
e ho male di stomaco
come un pipistrello in una torre,
lasciamo, lasciamo che sia
questo sole vivo
alla luce con mille misteri
e noi a chiederci desideri
che non valgono la meta,
ho un solo porto
e navi in partenza
non posso conoscere più isole
di quante me ne porti
chiedo un dio di cera
a un’emozione trasparente
il resto in un iride
per scordarmi delle sere.
October 15

Passaggi

Capita spesso
frequentando luoghi d’abitudine
d’incontrare stessi posti in stesse facce:
la ragazza al pranzo nel parco
la signora che chiude la porta
nel vagone in prima classe
lo sguardo accigliato
di chi mi passa il giornale
il mondo fra il Corso e il correre.
 
Oggi, dopo tempo, l’ho rivista
passiamo assieme il semaforo
in orari e percorsi in coincidenza
non so chi sia, né m’interessa
strisce pedonali, fino alla svolta,
ed un sorriso, uno
incontrollato
 
per averla incontrata.
September 27

L'attimo

 
Fu all’altezza di Cordusio
in un nostro incontro fatto di cammino
girasti il capo
ed eri una creatura altra,
un disegno di cielo
nell’occhio bianco
di un’artista perfetto: il mio sguardo.
 
Fu nel sole di marzo, mattino
il tuo biondo attraverso,
fascino teso,
accoglieva indefinito
in ogni discorso
e parole catturare oceano
domande dissolversi
         sul viso.
La bellezza è un’arte
d’incrocio, mimo di battiti
interiori, corpo senza corpo
di una religione portata all’estremo
visione in quadro vago
che mi muta di significato
a guardarlo di fronte o di sbieco:
mela acre musa di canto
attimo che si scompone
e mi vede scomparire
tu, nello scialle verde
adagiato a manto
ed io
in un biondo tinto
attorcigliato ad un guanto.
August 27

...

 
 
Per un bacio
hanno scritto fiabe
fiori sottili
di corpi d’estate
e ci hanno insegnato
Bene e Male
fissando punti di destino
al rotolare delle nostre maschere.
Poi, come un incubo sopra la scogliera
frangersi i flutti
e frutti intrisi
di veleno e zuccheri.
 
Fu nelle ore danzanti
fra la tua carne di melograno
e labbra soffici,
passare il mio muro
la lingua intima
di maree senza luna
inseguendo orme di terra
come scie di rosa
veleggiando voli
su gente infinita
prima che bestie dentro
fiumane di tempo
seppellissero ogni bacio
in quel che siamo e non vorremmo. 
August 07

Il poeta

 
Non ho saputo vincere
le alzate di mano
gli incontri vissuti per caso
i miei dialoghi d’avorio, favole spese,
guardavano del gatto
gli occhi di notte
e si perdevano
nella natura particolare.
La illuminai
questo leone oltre le tempie
questa temperatura d’abitudine
o vermi ogni tanto dalle tombe.
Puoi trovarmi nei binari, fila d’incroci
che si dipartono da stazioni enormi
o negli schemi di danza
lasciarsi e rincorrersi
di foglie su marciapiedi;
non so veramente,
sono
e sono il mio contrario
oltre questa malattia di parole
oltre questa paura
questa lettera non scritta
ad amante mancata
questa metafora… da scrivere
che io voglio
scrivere.
July 28

...

Storie
come il viso di una canzone
ho pensato di raccontarti
non sapevo come
un passaggio interiore
un vissuto tra finto e reale,
forse tutto è un uguale:
cerchiamo battiti, in sincrono
qualcuno con cui parlare
e adottiamo cani
e accarezziamo gatti
facezie per distoglierci.
Non so se ciò che lasciamo
può esser più di ciò che vorremmo
non possiamo altro
che darci tempo
un corpo per sfiorarne un altro
due mani verso
non siamo che un capoverso
di un romanzo letto in fretta
che solo a distanza
ne capisci il significato,
ma anche quando
nel miglior caso
sapremo meno
di quel che dice il vento.