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    26 February

    Il barbone

     

    Sere, sere d’estate,
    la pioggia battente
    riempie l’attorno
    e c’è gente con l’ombrello
    anche sotto i portici.
     
    La notte promette zero
    e l’amore è passato come un treno
    in uno di questi binari
    che racconto per vivere:
    quando la gente non ti crede
    puoi inventare tutto
    che sei impazzito per una donna
    che un tempo eri ricco
    o che l’artista deve soffrire,
                                                per vivere,
     
    ma questo è un freddo senza più scuse
    e le mie ossa hanno la forma di fumo.
    Sere, sere d’estate
    nei paesaggi invernali
    dei sogni di questa tosse.
    21 February

    ...

    Il giorno di gesso ha scritto
    sulla lavagna dei miei desideri
    colori strani
    come voli di uccelli di cui ignoro il mare.
     
    La mia cella a sonagli
    ha un assenzio di forze oscure,
    lei venne, addestrata di occhi
    azzurro sensibile, a scaglie
    di fantasmi interrotti.
     
    Era un giorno da farci all’amore
    più volte, rileggo
    e ogni gesto
    è solo un tributo alla morte.
    14 February

    ...

    All’uscita era la pioggia nella notte
    raffreddato e stanco tornavo a casa
    camminando sotto i balconi.
     
    Incrociai un uomo
    anche lui senza ombrello
    ci guardammo, bagnati fradici,
    per un attimo, solo uno
    e mi accorsi che prima
    non avevo voluto bene a nessuno.
    08 February

    ...

    Tu non chiami
    e battono tamburi
    una musica dissacrante
    come un’Africa nera
    di nere spire di foglie,
    una voce
    indiana, canta
    segnali a valle
    fumo di sonni incerti
    dove lo spirto va più veloce
    dei fasci d’erba mossi
    dal tremare di mandrie.
    Tendo le frecce
    appuntite, e sei una doppia scure
    da rotolare teste
     
    la musica persiste
    una tribù di riti danzanti
    nel fuoco fiamme alte levanti a tratti,
    la percussione mi fradicia il cranio
    come un quadro fiammingo di particolari,
    giocherò al rialzo
    e mi vedrai in sogni compositi
    con tre teste da mantide,
    quasi un cerbero degli abissi,
    su un’altalena
    dondolarmi.